Istituto Professionale per l'Agricoltura - Pozzuolo del Friuli

 

L'Istituto Professionale Agrario “S. Sabbatini”, sito in via delle Scuole 10 a Pozzuolo del Friuli, assume l’importante ruolo di formazione di figure professionali in grado di dare nuovo impulso alla progressiva sostituzione dei metodi di coltivazione tradizionale con sistemi ecocompatibili, nell’ottica della salvaguardia ambientale e dell’ottenimento di prodotti agricoli qualitativamente migliori.

La scuola nasce nel 1881 per volontà della Nobildonna Cecilia Gradenigo, moglie del Conte Stefano Sabbatini a cui è intitolata, che diede il via ad un’Istituzione destinata a formare i tecnici dell’agricoltura friulana.

Inizialmente intitolata “Regia Scuola Pratica per l’Agricoltura per la provincia di Udine” con lo scopo di formare gastaldi e capaci agricoltori, subisce, successivamente, un primo riordinamento nel 1923 per diventare, nel 1933, “Regia Scuola Tecnica Agraria”. Sarà solo nel 1960 che l’attuale I.P.A. di Pozzuolo del Friuli diventerà “Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura con annesso il Convitto”.

L’Istituto dispone di moderne aule didattiche, di un'Azienda Agraria di circa 20 ettari di terreno e, a supporto delle attività teoriche, sono presenti i laboratori di informatica, di scienze e di fisica, le serre per l'ortoflorovivaismo, il meleto a conduzione biologica, l’orto biologico, la stazione agro-meteorologica e, a breve, l’impianto pilota di nocciolo.

Completano l’offerta didattica dell'Istituto "Sabbatini" una fornita biblioteca intitolata allo scrittore Carlo Sgorlon, la palestra per le attività sportive e il convitto annesso.

L’Istituto Agrario di Pozzuolo del Friuli si è sempre caratterizzato per una didattica inclusiva in grado di integrare lo studio delle diverse discipline agli aspetti legati alla professionalizzazione delle future generazioni in ambito agricolo, con l’intento di sensibilizzare i giovani  verso le tematiche ambientali, la riscoperta delle tradizioni rurali, il rispetto dell’equilibrio uomo-natura grazie allo studio di contenuti disciplinari sensibili all’ambiente e all’impiego di tecnologie agricole capaci di ridurre al minimo gli impatti ambientali.

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